Costo notaio acquisto prima casa: a quanto ammonta e come calcolarlo

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Nelle compravendite di beni immobili, quindi di case e fabbricati, rivolgersi ad un notaio per procedere con l’acquisto è di fondamentale importanza. Infatti tutti i servizi che vengono messi a disposizione di uno studio notarile sono essenziali affinché si verifichi un atto di acquisto nel pieno rispetto delle regole, in cui entrambe le parti, cioè venditore e compratore, ne escano pienamente soddisfatti. La figura del notaio ha l’importante compito di verificare e certificare lo stato giuridico dell’immobile, quindi se è assente o meno da ipoteche, pignoramenti servitù o altri tipi di vincoli che ne potrebbero ostacolare la vendita o potrebbero causare problemi all’iscrizione ipotecaria alla banca.

Inoltre la figura notarile deve anche assicurarsi che l’immobile messo in vendita sia effettivamente e regolarmente di proprietà del venditore e che abbia tutti i diritti di venderlo. Tutte queste procedure, in aggiunta ad altre, vengono chiamate verifiche preliminari de notaio, il quale deve per legge verificare tutto lo storico giuridico degli ultimi 20 anni relativo all’immobile. Tutta questa mole di lavoro che lo studio notarile deve svolgere ovviamente ha un prezzo, il quale è commisurato a diversi e svariati fattori che andremo a scoprire di seguito.

La firma del notaio è obbligatoria?

Prima di andare a vedere nello specifico i diversi costi notarili per l’acquisto della prima casa è giusto fare un po’ di chiarezza sulla figura del notaio e su quanto questa sia importante. L’art. 2699 del codice civile stabilisce che ogni immobile che viene acquistato con un mutuo bancario necessita di essere stipulato tramite un atto pubblico, il che equivale a dire che deve essere presieduto da un notaio. In questo caso la figura del notaio è di estrema importanza in quanto conferisce una pubblica fede all’atto, cioè garantisce che tutto quello che si svolge in sua presenza sia vero. Inoltre la firma del notaio svolge un’altra importantissima funzione, quella di conferire un titolo esecutivo all’atto del mutuo. Così facendo da pieno diritto al creditore di procedere con forza nel caso in cui il debitore non abbia adempito al pagamento della rata del mutuo.

Il notaio però non ha solo il compito di fare le sue consuete verifiche e di firmare l’atto, bensì svolge anche un ruolo di assistenza legale nei confronti del compratore e del venditore, così da evitare eventuali e spiacevoli contenziosi tra banca e cliente.

Tutti i compiti che abbiamo appena citato, compreso quello della consulenza legale, rientrano nella spesa finale della parcella notarile che il compratore o il mutuario dovranno sostenere.

Dopo aver fatto una piccola panoramica su quelli che sono i compiti del notaio e sull’ essenzialità della sua figura in questa tipologia di atti, andiamo a vedere più nel dettaglio tutte le spese notarili a cui il compratore o il mutuario dovrà andare in contro per l’acquisto della sua prima casa.

Atto di compravendita e atto di mutuo: i costi della parcella notarile

Quando si è in procinto di acquistare una casa si dovranno mettere in conto, oltre alla spesa dell’immobile, anche altri costi da corrispondere al notaio per i servizi che metterà a nostra disposizione. Tutti i costi dovuti alla parcella notarile si compongono essenzialmente da tre voci:

  • le imposte dovute all’Agenzia delle entrate
  • l’onorario per gli atti e le tasse relative all’archivio nazionale notarile. A queste cifre si dovrà aggiungere il 22% di IVA.
  • le somme che dovranno essere corrisposte a titolo di rimborso

Per quello che riguarda le imposte dovute allo Stato, cioè all’Agenzia delle Entrate e tutte le tasse per l’archivio nazionale notarile si tratta di costi fissi stabili dalla legge, quindi sono indipendenti rispetto alla scelta del notaio. Ciò vuol dire che, indipendentemente dal notaio che sceglieremo, queste imposte saranno uguali ovunque.

Il discorso invece cambia quando si parla di onorario del notaio, cioè la somma richiesta direttamente dallo studio notarile per offrire tutti i suoi servizi al cliente. È proprio in questo caso che si può, in linea generale, spende di meno o di più. Il cosiddetto onorario può variare in base alla zona nella quale ci si torva e, in maggior misura in base al prezzo effettivo dell’immobile che si sta acquistando. In linea di massima i prezzi da corrispondere direttamente al notaio per la sua prestazione si aggirano intorno ai 1500/200 euro, ma non è una costante. Detto questo è sempre bene sapere che prima di prendere un qualsiasi impegno il notaio è tenuto a fornire un preventivo della spesa che il cliente dovrà sostenere, così da non incorrere in spiacevoli sorprese.

Come si calcolano le imposte necessarie per l’atto di compravendita

Come abbiamo accennato, oltre alle spese onorarie richieste dal notaio, dovremmo far fronte anche a delle imposte aggiuntive dovute allo Stato, le quali possono variare in modo piuttosto significativo in base a diversi fattori. Infatti qui entrano in gioco molte variabili come se si acquista da un privato o da un’azienda, se si tratta dell’acquisto della prima o della seconda casa, e se l’immobile verrà usato come abitazione o ad uso commerciale.

Nel nostro caso, quindi quello per l’acquisto della prima casa, che è anche uno dei più frequenti calcolare le spese notarili risulta piuttosto semplice. Infatti non bisognerà fare altro che calcolare l’effettivo valore catastale della casa, per poi moltiplicarlo x 115,5 se si tratta di una prima casa o x 126 se si tratta di una seconda casa.

Facciamo un esempio pratico in modo tale da capire meglio il tutto.

Nel caso si tratti di un immobile adibito a prima casa, con valore catastale di 300 euro, il calcolo delle imposte sarà il seguente:

(300×115,5= 34.650)x2%+50 +50= 793 euro

Le cifre di 50 euro riportate nel calcolo rappresentano la somma dell’imposta del registro notarile al 9%, l’imposta catastale e quella ipotecaria.

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