Prescrizione cartella esattoriale: tempistiche e modalità

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Incominciamo subito con il chiarire nel miglior modo possibile il termine prescrizione, in maniera tale da poter capire bene tutto quello che verrà. Per prescrizione infatti si intende il momento in cui un determinato atto, in questo caso una cartella esattoriale, termina. Questo vuol dire che la prescrizione è in tutto e per tutto il momento in cui il debito scade e quindi non ha più alcun valore e non dovremmo più preoccuparci di pignoramenti e more.

Le prescrizioni sono una parte molto importante, in quanto sono istituite appositamente per far si che, un qualsiasi debitore, non rimanga a vita con un debito, soprattutto nel caso in cui il creditore non si interessi alla riscossione. Difatti il creditore che deve riscuotere il denaro, qualsiasi esso sia, deve dimostrarsi interessato alla questione, mandando una diffida o effettuando il pignoramento. Se il creditore per un determinato periodo non esegue nessuna azione sul debito questo andrà automaticamente in prescrizione, impedendo così ogni azione su di esso e ogni rivalsa sul debitore. Però, nel momento in cui il creditore contatta in un qualche modo il debitore, sollecitandolo al pagamento, il tempo di prescrizione si allunga in quanto andrà a ripartire dall’ultimo sollecito che il creditore ha eseguito.

Differenza tra decadenza e prescrizione

È importante fare una distinzione che potrebbe rivelarsi fondamentale nel capire la prescrizione di una cartella esattoriale. Infatti questa non è da confondere con la decadenza, cioè il termine entro il quale l’Agenzia delle entrate è tenuta a notificare il pagamento dell’imposta o del bollo.

La prescrizione invece è il termine entro il quale l’Agenzia delle entrate deve agire una volta effettuata la notifica della cartella esattoriale. Una volta passato questo termine la cartella scade del tutto, come abbiamo spiegato in precedenza.

Leggi anche: come funziona la prescrizione delle cartelle esattoriali

Cartella esattoriale: quando va in prescrizione

Non c’è una risposta univoca a questa domanda, infatti ogni tipologia si cartella ha un suo tempo di prescrizione, il quale dipende dal tipo di debito. Infatti nel caso si abbia una cartella esattoriale con all’interno debiti di diversa entità e appartenenti a diversi ambiti, questa avrà una scadenza diversificata per ogni singola tipologia di debito. Detto ciò per sapere con precisione quando è la scadenza della cartella esattoriale si dovranno leggere con attenzione tutti gli importi contenuti all’interno di essa, così da poter risalire alla loro tipologia. In linea generale le imposte erariali hanno una fine di prescrizione fissa a 10 anni, mentre per quelle locali la scadenza è di 5 anni.

Ora però andiamo a vedere più nel dettaglio tutti i termini di prescrizione delle varie cartelle esattoriali.

Prescrizione cartella Irpef

La cartella esattoriale relativa all’Irpef ha una prescrizione di 10 anni.

Prescrizione cartella esattoriale per l’Iva

La cartella esattoriale relativa all’Iva non versata all’Agenzia delle Entrate cade in prescrizione dopo 10 anni. In questo caso è importante ricordarsi che, nel caso la somma dell’Iva non versata sia superiore a 250.000 euro non sarà più illecito di versamento, ma diventerà a tutti gli effetti un reato penale.

Prescrizione cartella Irap

Come per l’Iva e per l’Irpef anche l’Irap cade in prescrizione dopo 10 anni. In questo caso però, al contrario dell’Iva, non si rischia di cadere nel reato penale.

Prescrizione cartella del registro ipocatastale

Anche in questo caso la prescrizione avviene dopo 10 anni dall’accertamento del mancato pagamento.

Prescrizione multe stradali

Per tutte le contravvenzioni relative alla violazione del codice della strada i tempi per la prescrizione sono di 5 anni ma, nel caso in cui il contribuente faccia ricorso si allunga fino a 10 anni.

Prescrizione cartella per l’imposta dei rifiuti

Il mancato pagamento della Tari va in prescrizione dopo 5 anni. Anche in questo caso, come per le multe, se si fa ricorso la prescrizione si allunga fino a 10 anni.

Prescrizione bollo auto

Il bollo dell’auto è una delle imposte che si prescrive nel minor tempo, 3 anni. La decadenza invece in questo caso è di due anni.

Prescrizione cartella dei contributi Inps e Inail

Tutti i contributi dovuti a Inps e Inail vanno in prescrizione dopo 5 anni. Anche in questo caso se si fa ricorso il tempo di prescrizione si allunga fino a 10 anni.

Prescrizione Canone Rai

L’imposta dovuta per il Canone Rai cade in prescrizione dopo 10 anni

Cartella esattoriale prescritta, come facciamo a capirlo

Per verificare che una cartella esattoriale è prescritta basterà fare pochi e semplici passi. Infatti non dovremo far altro che andare nella pagina della nostra cartella nella quale sono riportati tutti gli importi da versare. In questa stessa pagina, oltre agli importi sono segnati anche il tipo di sanzione dovuto e per il quale è richiesto il pagamento.

Facciamo un esempio: se abbiamo una cartella in cui è richiesto il pagamento del Canone Rai, e questa è stata notificata il primo gennaio del 2016, la prescrizione di questa avverrà il 31 dicembre del 2025.

Molte volte può capitare di non ritrovare la propria cartella esattoriale e di non poterla consultare. In questo caso si può chiedere direttamente all’Agenzia delle Entrate di farsi recapitare la stampa della cartella.

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