Lease-back: che cos’è e come funziona

Il concetto di Lease-back è strettamente legato al mondo delle aziende. Sicuramente ti sarà capitato di sentirne parlare ma, trattandosi di un concetto abbastanza complesso, probabilmente non ne avrai colto tutte le sfumature. In che cosa consiste e quali sono i suoi utilizzi? Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Che cos’è il Lease-back

Tecnicamente il Lease-back non è altro che un contratto che viene sottoscritto da un’azienda e che le permette di accedere ad un finanziamento per entrare in possesso di un bene. Molto spesso, infatti, questo contratto viene anche definito “vendita con patto di locazione“, un’espressione che fa chiaramente capire le sue caratteristiche principali. In pratica un’azienda vende ad un intermediario finanziario un bene del quale ha il pieno possesso e a fronte di questa vendita riceve una certa liquidità. Contestualmente alla vendita, però, l’intermediario finanziario riassegna il bene del quale è entrato in possesso alla stessa azienda che glielo ha ceduto a fronte di un contratto di locazione.

Per spiegarlo in parole ancora più semplice, l’azienda aliena un bene del quale è proprietaria per poi continuare ad utilizzarlo a titolo di locataria. In questo modo, infatti, non viene meno il possesso del bene ma al tempo stesso può liberare dei capitali liquidi che possono essere utilizzati per far fronte ad altre spese. Questa operazione è assai frequente in ambito aziendale ed è comune a tutti i settori produttivi ma negli ultimi anni è una soluzione alla quale fanno ricorso anche le pubbliche amministrazioni. Celebre il caso della Regione Lazio che ricorse a questo strumento utilizzando come garanzia le sue strutture ospedaliere.

Come funziona il Lease-back

Per comprendere in modo chiaro il funzionamento del Lease-back si può fare riferimento a quello del leasing tradizionale. Nel leasing, infatti, l’azienda cliente utilizza un bene dietro pagamento di un canone mensile per un certo periodo di tempo. Al termine di quest’ultimo, il cliente sceglie se rinunciare al bene oppure riscattarlo, attraverso il versamento di una maxi-rata finale, per entrarne in pieno possesso. Il Lease-back funziona in un modo molto simile solo che il bene in oggetto era già in precedenza dell’azienda che poi lo cede all’intermediario finanziario. Anche in quest’ultimo caso, però, l’azienda al termine del periodo di noleggio può scegliere se riacquistarlo o meno. In pratica funziona come un vero e proprio finanziamento che viene dato da un intermediario finanziario, di solito un istituto di credito, a fronte di un bene che diviene garanzia dello stesso.

Lease-back e patto commissorio

Uno dei problemi che sono sorti quando è stato istituito il Lease-back è relativo al fatto che da più parti fosse ritenuto un modo per mascherare il patto commissorio che in Italia è vietato in base all’articolo 2744 contenuto nel Codice Civile. In realtà una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che, invece, il Lease-back è totalmente legale a patto, però, che non si verifichino delle condizioni particolari. Quali sono? Innanzitutto la società che cede il bene non deve avere un pregresso debito nei confronti dell’intermediario finanziario. Il rapporto tra il valore del bene e la cifra versata dall’intermediario al leasee, poi, deve essere proporzionato e non deve configurarsi il sospetto che la valutazione del bene possa essere stata frutto di una situazione di costrizione. Infine la situazione finanziaria dell’azienda che aliena il bene non deve essere così svantaggiosa da poter far sospettare che l’intermediario finanziario possa aver costretto il lessee ad accettare il contratto.

Gli oggetti del Lease-back

Ma quali sono nello specifico i beni che possono essere oggetto di Lease-back? In realtà la casistica è molto ampia e comprende realtà di ogni tipo. Generalmente possono essere oggetto di Lease-back sia beni mobili che immobili. In particolare vengono presi in considerazione per questa operazione ogni tipo di immobile, sia abitativo che produttivo, ma anche terreni. Inoltre possono rientrare in questo accordo anche impianti produttivi, macchinari, strumenti di lavoro purché abbiano un certo valore. Pure i mezzi aziendali, sia automobili che mezzi meccanici, possono essere il bene che viene venduto all’interno di un contratto di Lease-back. Infine le aziende possono decidere di alienare nel Lease-back anche i marchi e i brevetti di proprietà.

Vantaggi e svantaggi del Lease-back

Perché le aziende decidono di ricorrere al Lease-back? La prima motivazione, che è anche uno dei vantaggi più grandi di questo strumento finanziario, è quello di consentire alle aziende di avere immediata liquidità. Può capitare, ad esempio, di avere necessità di un certo budget per realizzare un investimento e il Lease-back è sicuramente più veloce e conveniente rispetto ad un classico finanziamento. Inoltre il bene resta nella disponibilità dell’azienda, quindi non ha ripercussioni pratiche che possono incidere sulla gestione aziendale. Infine il Lease-back viene utilizzato anche per contenere le imposte che gravano sui beni, in particolare quella dell’IRES. Va, però, detto che il Lease-back non è esente da svantaggi. Ad esempio il ricorso al Lease-back non permette di completare il piano di ammortamento del bene. Infine va anche preso in considerazione il fatto che per continuare ad utilizzare il bene va comunque corrisposto un canone mensile che, unito alla maxi rata finale, fa aumentare il costo del bene in modo maggiorato rispetto alla liquidità ottenuta

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